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In piena consapevolezza, quindi, e senza condizioni
di alcun genere, Carlo Maria rinunciò ai suoi
diritti per sé e i suoi discendenti. Inoltre
«neppure il riferirsi ad
una specie di rinuncia a diritti successori futuri avrebbe
avuto alcun senso poiché pacifica è stata
l'accettazione delle conseguenze della rinuncia, ripetuta
anche in occasione della puntuale esecuzione delle disposizioni
testamentarie e delle ultime volontà del Conte
di Caserta, nel 1934. Già l'art. 702 del codice
delle Leggi civili del Regno delle Due Sicilie sanciva:
"L'erede che rinunzia è considerato come
se non fosse stato mai erede", ed il successivo
art. 704 recitava: "Non si succede giammai rappresentando
un erede che ha rinunziato". E tali norme trovavano
pieno riscontro nella dottrina francese dell'epoca ed
in quella italiana oltreché nel diritto dinastico
del Regno, codificato nella Costituzione di Ferdinando
II. È ben noto inoltre che Francesco II richiamò
in vigore la suddetta Costituzione con l'Atto Sovrano
del 1 luglio 1860».

Atto
Ufficiale del Regno di Spagna con il quale S.A.R.
il Principe Carlos divenne Membro della Real Casa
e Famiglia di Borbone-Spagna.
(click sul documento
per il dettaglio) |
A
maggior conferma di tutto ciò, occorre
aggiungere che in una lettera alla Regina Reggente
di Spagna del 6 ottobre 1900 Alfonso Conte di
Caserta enunciava esplicitamente le condizioni
a cui si sarebbe attenuto suo figlio Carlo per
contrarre matrimonio con l'Infanta di Spagna,
e fra queste figurava anzitutto, come scrive Gallo
«la rinuncia chiara,
definitiva ed inequivocabile a qualsiasi diritto
di appartenenza alla dinastia delle Due Sicilie;
l'ingresso nella Real Casa di Spagna e il rango
di Principi spagnoli per la sua discendenza "se
trouvera déjà établi à
leur naissance et par le fait même de leur
naissance"». Commenta inoltre
l'autore: «E l'Infante
adempí pienamente gli obblighi assunti,
e come si diceva prima, eseguí trent'anni
dopo le puntuali disposizioni testamentarie del
padre" .
Del resto non esiste neppure un "ramo spagnolo"
della famiglia Borbone delle Due Sicilie: esiste
un ramo spagnolo della Casa di Borbone:
ma il ramo delle Due Sicilie non ha altre ramificazioni
che quello direttamente discendente che Re Ferdinando
figlio di Re Carlo III che ascendendo il 6 ottobre
1759 al Trono di Spagna, rinunciò per sempre
a quello delle Due Sicilie a favore del figlio
e dei suoi discendenti».
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Un'altra
obiezione che qualcuno ha ritenuto di avanzare concerne
la circostanza che dalla rinuncia di Cannes sarebbe
stata esclusa la rinuncia al magistero Costantiniano.
Ricorriamo sempre all'autorità indiscussa di
Ettore Gallo: «A ciò
si può rispondere che, come si è visto,
l'unione personale del Trono e del Gran Magistero da
sempre connotava sul piano giuridico e su quello storico
la discendenza della dinastia delle Due Sicilie e ciò
a maggior ragione dopo il 1860, allorquando proprio
il Magistero Costantiniano era rimasto l'unico esercizio
concreto e reale di un potere indipendente svincolato
da qualunque territorialità sovrana ed internazionalmente
riconosciuto».
Del resto, fondamentale a riguardo di tutta la questione
è la recente pronuncia del Consiglio di Stato
italiano, che ha chiuso definitivamente ogni disputa
riguardo le pretese del principe della Casa di Spagna,
evidenziata con l'articolato Parere del 26 novembre
1981. In esso, fra l'altro, si legge: «Pur
dopo la devoluzione al demanio statale dei suoi beni
materiali, l'Ordine Costantiniano rimase, infatti, come
entità cavalleresca, religiosa e militare, nel
patrimonio familiare della Casa anzidetta, di cui è
attualmente Capo Ferdinando, Duca di Castro».
Conclude Ettore Gallo: «Sul
punto, del resto hanno avuto il modo di esprimersi le
più alte istanze della giurisdizione, concludendo
che proprio nell'attuale Duca di Castro e Capo della
Dinastia, il Principe Ferdinando di Borbone delle Due
Sicilie, riposa l'unica identità dell'unitarietà
dinastica e del Gran Magistero della Milizia Costantiniana».
Carlo,
Duca di Castro,
Gran Maestro del
S.M.O. Costantiniano
di San Giorgio |
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Come
si può chiaramente verificare, quindi,
tanto dal punto di vista storico, che giuridico,
che dinastico, la questione qui trattata è
solo
una falsa questione.
Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie - e quindi Gran
Maestro dell'Ordine Costantiniano - è stato, dopo la morte di
Ferdinando Pio, il fratello minore Ranieri - a causa della
rinuncia di Carlo Maria con l'Atto di Cannes - e quindi dal 1973
il figlio di Ranieri, Ferdinando, XVII Duca di Castro. A
Ferdinando, morto il 20 marzo 2008, è succeduto il figlio e
legittimo erede Carlo, XVIII Duca di Castro, che ha ereditato
quindi la titolarità di Capo della Real Casa di Borbone delle Due
Sicilie e il Gran Magistero degli Ordini Dinastici.
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