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La
Prammatica di Re Carlo
6/X/1759 |
Seguirà
a distanza di appena tre giorni anche un ulteriore
documento ufficiale, la Prammatica del 6 ottobre
1759 con la quale Carlo, divenuto Re di Spagna,
sancisce definitivamente l'irreversibile processo
di divisione delle due Case Reali.
In particolare, il Re Carlo precisa «che
l'ordine di Successione da me prescritto non mai
possa portare l'unione della Monarchia di Spagna
colla Sovranità e Domini Italiani, in guisa
che o i Maschi o le Femmine di mia Discendenza
di sopra chiamati, sieno ammessi alla Sovranità
Italiana, sempre che non sieno Re di Spagna o
Principi di Asturias dichiarati già o per
dichiararsi». Appaiono ora chiare
le ragioni storiche e dinastiche che accertano
l'impossibilità da parte di Carlo di Borbone,
il figlio del Conte di Caserta, di mantenere la
titolarità della Casa Reale delle Due Sicilie
dopo il matrimonio con l'Infante di Spagna, dopo
essere cioè divenuto «Principe
spagnolo». |
Avrebbe
mancato a leggi e norme secolari mai abrogate cui si
era tenuto vincolato perfino il suo antenato Carlo III
di Borbone, Re prima di Napoli e poi solo di Spagna
proprio in virtù di tali obblighi.
Ecco spiegata la necessità dell'Atto di Cannes,
della rinuncia, ed ecco spiegato le ragioni per le quali
Capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie (e
quindi Gran Maestro dell'Ordine Costantiniano) divenne
legittimamente il fratello minore Ranieri, padre dell'attuale
Capo della Real Casa, Ferdinando, Duca di Castro, Gran
Maestro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San
Giorgio.
La certezza del diritto
Per finire, esaminiamo
la questione anche da un punto di vista più specificamente
giuridico, seguendo l'ineccepibile e ben difficilmente
sostituibile spiegazione che ne fornisce Ettore Gallo
nella sua citata opera .
Anzitutto, «Nel testo dell'Atto
di Cannes non si ritrovano né condizioni espresse
né tacite: ed anzi il richiamo testuale alle
leggi, consuetudini e costituzioni di famiglia, nonché
ai solenni atti del 1759 e il riferimento al carattere
eventuale della successione alla Corona delle Due Sicilie,
stanno a dimostrare la piena consapevolezza del rinunziante
sia delle conseguenze per sé e per i suoi discendenti,
sia del carattere ipotetico di una restaurazione dinastica
nelle Due Sicilie». |