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Come per tutti gli altri aspetti,
anche in quello fondamentale delle forze armate
,
l’evento che ha portato alla costituzione
di un vero e proprio esercito nazionale è
l’ascesa al Trono di Carlo di Borbone
nel 1734, anche se nei primi decenni il nerbo
delle forze era costituito dal dono fatto al
figlio da Filippo V di metà dell’esercito
spagnolo e di quasi tutta l’artiglieria
(circa 30.000 uomini fra fanteria e cavalleria;
dopo la conquista del Regno ne rimasero circa
18.000).
Manovre Militari davanti la piazza di Gaeta
il 19 maggio 1787
(F. Hackert) |
Capitano
Generale ne era lo spagnolo Duca di Charny,
e solo nel 1740 fu nominato il napoletano
Francesco d’Eboli, Duca di Castropignano.
Ma subito Carlo iniziò il reclutamento
e la formazione di reparti definiti “nazionali”,
tanto che già nel 1744, nella battaglia
di Velletri contro gli austriaci, si distinse
un reggimento “nazionale”,
quello di Terra di Lavoro .
Per quanto concerne le forze armate di
mare, Carlo non trovò nessuna nave,
in quanto erano state consegnate all’Imperatore
Carlo VI dal marchese Pallavicini; |
egli allora iniziò
subito la costruzione della flotta, anche spinto
dalla necessità di difendersi dagli assalti
barbareschi (si veda ai riguardo la voce dedicata
alla “Armata di mare”).
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Carlo
iniziò l’opera di ricostruzione
militare con la creazione di Istituti
per la formazione degli ufficiali, a partire
dalla “Real Academia de los Guardias
Estendartes de las Galeras”, fondato
il 5 dicembre 1735, cui fece seguito nel
1745 l’“Accademia di Artiglieria”
e nel 1754 l’“Accademia del
Corpo degli ingegneri militari”,
cioè del genio.
Le prime
riforme avvennero durante i primi anni
del regno di Ferdinando IV: nel 1765 furono
alleggeriti i pesanti ordinamenti spagnoli,
furono portati sullo stesso piede tutti
i reggimenti, si soppresse il reggimento
dei “Corsi”;
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Manovre Militari nella Piana di Sessa
del maggio 1794
(F. Hackert)
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nel
1769 nacque, dalla fusione della Reale Accademia
di Artiglieria con quella del Corpo degli Ingegneri,
la “Reale Accademia Militare”, con
sede nell’edificio della Panatica a Santa
Lucia; e venne anche istituito nel 1771 un Corpo
Scelto dei Cadetti, chiamato “Battaglione
Real Ferdinando”, che ebbe per colonnello
il Sovrano.
Giamberghe da Ufficiali
dei Reggimenti Svizzeri
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Ma
ancora non ci si riteneva soddisfatti
nella cura fondamentale della formazione
completa dei giovani militari. Così
nel 1774 fu attuata una riforma generale
che prevedeva la soppressione della “Real
Accademia Militare” e la ristrutturazione
del “Battaglione Real Ferdinando”,,
nel quale si decise di far entrare i cadetti
di tutte le armi; assunse così
il nome di “Reale Accademia del
Battaglione Real Ferdinando”, e
i cadetti passarono da 270 divisi in tre
compagnie a 810, divisi in nove compagnie
.
Da ricordare sono inoltre la “Real
Paggeria”, fondata da Carlo all’inizio
del suo regno per educare i giovanetti
che avrebbero dovuto prestare servizio
a Corte e il “Collegio Militare”,
fondato per istruirvi i giovani ai primi
rudimenti dell’arte militare.
Fu però con l’avvento dell’Acton,
molto più attento alle questioni
militari che il Tanucci, che si ebbero
le prime grandi riforme del 1786 e 1788,
che segnarono la definitiva emancipazione
dall’influenza spagnola.
Furono aboliti alcuni reggimenti stranieri
e fu regolata con omogeneità la
distribuzione degli ufficiali e dei sottoufficiali
nei vari reggimenti; |
tutti i servizi amministrativi furono riuniti
sotto un’unica Intendenza Generale dell’Esercito,
mentre molti ufficiali venivano inviati a studiare
in Francia e in Prussia e istruttori stranieri
era invitati a venire a Napoli (da qui nacque
poi l’idea della Nunziatella, come vedremo
in seguito).
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Furono
anche riformate la Fanteria (armata secondo
il modello prussiano) e la Cavalleria
(di cui furono aboliti i Dragoni), che
costituirono 14 brigate, formanti 7 divisioni.
L’Artiglieria invece fu organizzata
secondo il modello francese.
Con la prammatica
del 1796, che prevedeva una nuova forma
di reclutamento, l’esercito fu ripartito
in 20 reggimenti di fanteria. In ogni
reggimento nazionale furono incorporati
600 soldati della milizia provinciale,
formato ognuno da 3 battaglioni.
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Reali Guardie del Corpo a cavallo
(Aloja e Morghen)
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Complessivamente, in tempo di guerra ogni reggimento
era composto da 1700 uomini.
Ogni reggimento di cavalleria
era composto da 4 squadroni e mezzo squadrone
di riserva (lo squadrone era composto da 142
uomini, di cui 120 montanti). Lo Stato Maggiore
e Minore era di 21 uomini. |