Real Casa di Borbone delle Due Sicilie Storia e Documenti
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Lughi Borbonici

 
 
La Reggia di Caserta.

Il Palazzo

La prima pietra venne posta, con una cerimonia ufficiale, il 20 gennaio 1752, 36° genetliaco del Re Carlo. Vanvitelli aveva presentato il progetto il 2 maggio dell’anno precedente: Carlo e Maria Amalia ne furono talmente entusiasti che l’architetto scrisse al fratello che la realtà aveva superato le sue più fervide aspettative.

Del resto, la celerità con cui il Re volle procedere è dimostrazione inconfutabile dell’importanza che egli dava all’opera e del suo gradimento.
Il Palazzo era stato progettato come un grandissimo edificio con due facciate uguali, l’una sulla piazza d’armi, l’altra sui giardini. Del progetto iniziale, non furono mai realizzate la cupola centrale e la statua di Carlo sul timpano, al centro della facciata.
Per la prima volta, lo scalone centrale, che conduce ai reali appartamenti (oggi l’ingresso di questi è occupato dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione), fu posto al centro di un edificio.


Fontana di Diana e Atteone

Nel complesso, conta ben 1200 stanze! I giardini furono completati dopo la partenza del Re, e nel 1762 l’acqua – proveniente da Maddaloni – arrivò a Palazzo tramite l’Acquedotto Carolino.


  Lavamano con zampe di aquila

Non è certo qui possibile fare una descrizione del Palazzo Reale e dei suoi giardini; del resto, si tratta di uno dei capolavori dell’architettura più conosciuti ed amati al mondo; ci limiteremo quindi, oltre a mostrare alcune immagini, ad accennare agli ambienti più belli ed importanti.
Dal vestibolo superiore si accede alla Cappella Palatina, simile a quella di Versailles (una spoglia sala a galleria con un colonnato che si innalza su un alto stilobate), inaugurata nella Messa di Mezzanotte del Natale del 1784, alla presenza del Re e di tutta la Corte.
La cappella è dedicata alla Immacolata Concezione, la cui immagine è dipinta nella curva absidale.
Ricordiamo poi le Stanze delle Stagioni, sale piccole e molto decorate: in quella della “primavera” il Re e la Regina accoglievano gli ospiti più intimi, e vi si trovano alcune splendide vedute di porti dell’Hackert.

Mentre l’Appartamento del Re è arredato in maniera rigorosa con mobili tedeschi, quello della Regina Maria Carolina è piuttosto frivolo ed elegante.

Attraversata la Biblioteca Palatina, composta di tre sale, di stile neoclassico, si arriva alla Sala Ellittica, tutta dipinta in bianco, senza decorazioni, destinata ai divertimenti di corte; attualmente ospita l’incantevole Presepe borbonico.
I Borbone favorirono sempre l’antica tradizione presepiale napoletana, e ad ogni Natale veniva allestito un grande presepe nella Reggia, al quale concorrevano non solo gli artigiani esperti, ma anche le Principesse di Corte, confezionando gli abiti dei pastori. Le figurine erano realizzate parte in terracotta, teste mani e piedi, mentre l’anima era in stoppa e fil di ferro.
 Natività

Venivano realizzati veri e propri progetti: l’ultimo fu del 1844, e l’attuale presepe presente alla Reggia si ispira proprio a quel progetto.
Dalla Sala ellittica si accede alla splendida Pinacoteca Casertana, allestita di recente con i ritratti dei Sovrani.
Ma ancora più importante è la sezione dedicata agli splendidi paesaggi che Ferdinando IV commissionò a J.P. Hackert, secondo vero artista della Reggia di Caserta.
Hackert, nato a Prenzlau nel 1737, nel 1768 giunse in Italia, rimanendovi per sempre; del 1782 è l’incontro con Re Ferdinando; il grande pittore racconta come rimase meravigliato della competenza del Re e di come parlasse con intelligenza e chiarezza di pittura.


  Fontana di Venere e Adone

I due si intesero subito (accadde in piccolo ciò che era accaduto in grande trent’anni prima), e da questa intesa nacquero le splendide tele che ancora oggi si ammirano a Caserta.
Da ricordare infine è il piccolo e prezioso teatro di Corte, sul lato occidentale del Palazzo. Il teatro non compariva nel primo progetto, e il Vanvitelli lo realizzò per precisa volontà del Re Carlo nel 1756, a lavori già cominciati.
Per concludere, i meravigliosi giardini, con le incantevoli sculture, per le quali solo l’occhio può dare fedele riproduzione.
E solo una visita personale in loco può far rendere conto dello splendore del Palazzo e della munificenza dei Borbone, realizzatori delle due più grandi e splendide regge del mondo.

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