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Il
casino reale
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L’intero
complesso si estende per circa 300 metri
di lunghezza ed è costituito, come
detto, da una palazzina centrale, sobria
ed elegante, di due piani, e due corpi
di fabbrica laterali, divisi dalla palazzina
da due profondi androni; ma ogni ambiente
è in realtà in stretta connessione
con gli altri, a voler testimoniare l’assenza
di barriere tra la Corte e la comunità. |
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Al
piano terra si trovano le cucine, l’armeria
e le sale per il personale. Attraverso due scale
simmetriche si accede al piano superiore, dove
erano gli ambienti destinati ad accogliere la
famiglia reale e il salone per i ricevimenti
che venivano organizzati al rientro dalla caccia.
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Particolarmente interessante è
poi la piccola chiesa, di stile tipicamente
settecentesco, alle cui decorazioni (come
anche a quelle della palazzina centrale,
del resto) lavorarono i maggiori artisti
della Corte, fra cui sicuramente Philip
Hackert (affrescatore e decoratore dei
Siti Reali). Arazzi di Pietro Durante
su cartoni di Fischetti arricchivano il
salone maggiore, la cui volta era affrescata
dallo stesso Fischetti. |
Il sito, come sempre, fu abbandonato dopo il
1861 e cadde in rovina (addirittura vi furono
scellerati atti di “iconoclastia politica”,
nel senso che affreschi rappresentanti i Borbone
furono raschiati…).
Ora è stato in parte restaurato e dal
1978 è aperto al pubblico; ospita anche
il Museo della Civiltà contadina. |