Real Casa di Borbone delle Due Sicilie Storia e Documenti
Storia e Documenti  La Real Casa di Borbone oggi Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio  News
Lughi Borbonici

 
 
La Reggia di Capodimonte.

Il Museo

Già dal 1735 Re Carlo aveva dato disposizione per il trasferimento a Napoli delle collezioni farnesiane ereditate dalla madre Elisabetta Farnese. Le consistenti raccolte, costituite da dipinti, disegni, bronzi, oggetti d’arte e d’arredo, medaglie e monete, gemme, cammei e vario materiale archeologico, erano allora prevalentemente sistemate nel Palazzo della Pilotta a Parma, quindi in maniera minore nel Palazzo del Giardino sempre a Parma, nel Palazzo Ducale di Piacenza, nella residenza di Colorno e nel Palazzo Farnese a Roma.
Re Carlo, che era ancora Duca di Parma e Piacenza, ordinò di fare un grande inventario generale del materiale artistico:

furono scartati i pezzi di poco valore (solo una minima parte, naturalmente), mentre il grande insieme delle opere, portato a Napoli, fu dapprima sistemato nel Palazzo Reale, per poi passare a Capodimonte non appena la Reggia fosse pronta per ospitare il museo.
Già nel 1739 una commissione di esperti fu incaricata dal Sovrano di studiare la più idonea sistemazione di una parte delle raccolte giunte da Parma: si stabilì di riservare ai dipinti le sale esposte a mezzogiorno e verso il mare, perché più asciutte e meglio illuminate, mentre per i libri, le medaglie e gli altri oggetti furono scelte le cosiddette “retrostanze”, che affacciavano verso il bosco.

Il Parco

Solo nel 1758, però, furono ultimate al piano nobile le prime 12 delle 24 sale destinate alla biblioteca, al medagliere, alla pinacoteca e alla raccolta di antichità.
Prima del saccheggio operato dai napoleonici nel 1799, i dipinti ammontavano a ben 1783 (da notare che l’originale pinacoteca farnesiana contava “solo” 329 quadri, e neanche tutti furono portati a Napoli da Carlo); è chiaro che, oltre alla collezione farnesiana, erano già esposte le opere della collezione borbonica. I francesi se ne portarono via più di 300
Ivi, p. 9..
Nel corso dell'ottocento il Museo si arricchisce di altre importanti sezioni: le collezioni borboniche, dipinti e oggetti preziosi provenienti da monasteri soppressi, da donazioni reali e di privati e da successive acquisizioni;



La Reggia di Capodimonte
sullo sfondo della citta di Napoli

e ancora i capolavori del cardinale Borgia, acquistati da Ferdinando I nel 1817, antichità egizie, etrusche, volsce, greche, romane, tra cui il famoso Globo celeste.
Infine la raccolta grafica, una delle più prestigiose in Italia, e il nuovo nucleo di opere di artisti contemporanei. Una dimostrazione esemplare, imperniata su rigore, cultura, passione della gestione quotidiana del tutto inconsueti, di come un patrimonio storico formidabile possa riproporsi alla ribalta dei grandi circuiti artistici internazionali.

Altre “asportazioni” avvennero poi nel 1860, al momento dell’occupazione del Regno da parte di Garibaldi: dei 900 e oltre dipinti esposti, ne rimasero meno di 800 Ivi, p. 10..
Il Palazzo Reale di Capodimonte divenne Museo Nazionale dopo l'Unità.

  pagine: (« precedente) 1 - 2
   
Presentazione  Mappa del Sito  English version  Version française  Versión española  Cerca nel Sito  Contatti  Credits  Torna alla Homepage